Ad Atena Lucana, continuano le lezioni del laboratorio “Il più forte di tutti. Difendersi dal cyberbullismo” promosso dall’Associazione Amici di San Ciro presieduta da Antonio Caporale.
Tra i docenti Carmine Cicchetti, Responsabile Cyber Security Manager.
Bambini e ragazzi raggiungono il Museo archeologico civico Elena D’Alto, pronti per la lezione del giorno: come funziona internet? «Internet è come una gigantesca ragnatela mondiale che collega computer, tablet e smartphone. Quando si chiede qualcosa, si invia un messaggio».
Carmine chiede: «Sapete quante e quali informazioni diamo ogni volta che ci colleghiamo ad internet?». Ai bambini presenti viene spiegato che cosa è un IP pubblico e che cosa è un IP privato, che cosa è un DNS, cosa succede quando salviamo i cookie, perché è importante che il sito che vogliamo vedere usi HTTPS.
Ai piccoli “navigatori” viene spiegato il concetto di Identità Digitale. «L’identità digitale è come la tua carta d’identità su internet. Proprio come nella vita reale hai un nome, una faccia e delle informazioni che ti descrivono, anche online lasci dei segni che raccontano chi sei».
Tutti seguono attenti. Proprio così. Ognuno ha un’identità che è composta dal nostro nome online, dalle foto o dai video che vengono pubblicati sui social, da ciò che si scrive nei post o dalle preferenze «i giochi che scarichi, i siti che visiti, le cose che ti piacciono»
Cosa affrontano le tue lezioni?
«Cercherò di dare il quadro completo del mondo della cybersecurity , quali sono i pericoli che si corrono in rete e cercherò di dare tutti gli strumenti possibili per difendersi e tutelare quella che è la sicurezza dei propri dati. Parleremo tanto di identità digitale, del nostro apparire in rete, di tutti i vari aspetti e pericoli dei contenuti virtuali, parleremo di intelligenza artificiale, di quelli che sono i controlli che vanno fatti sui dispositivi dei bambini perché a volte ci sono dei pericoli che non sono evidenti e quindi nascosti»
Quanto sono consapevoli oggi i ragazzi dei rischi in rete?
«Ho trovato un’alfabetizzazione digitale abbastanza interessante – dice Carmine Cicchetti- ho notato che i ragazzi sono meno spaventati dalla tecnologia quindi ciò li rende un po’ troppo confidenti e ciò è pericoloso perché non sono completamente consapevoli dei rischi».
Stef. Mar



